I MIEI TESSUTI

Uno degli aspetti che ho sempre trovato affascinanti della sartoria è che il tessuto ci può parlare di sé.

Ci racconta chi è, chi lo ha disegnato, da dove viene, quando è stato fatto, tutto grazie alla “cimosa parlante”, che altro non è che quello spazio pieno di scritte e che trovate sul bordo del vostro scampolo di stoffa.

Molte delle stoffe che uso le ho scovate in questo modo in negozi di tessuti di Genova e risalgono alla prima metà degli anni settanta.

In questa sorta di caccia al tesoro ti può capitare di scovare un cartellino ingiallito con l’anno di arrivo in negozio, scoprire nomi di produttori che non esistono più, fantasie dimenticate e retrò.

I pezzi creati con questi stock sono quindi pezzi irripetibili e numerati, nel migliore dei casi due o tre al massimo.

Trovo talmente affascinante queste storie su tessuto che ho deciso dove possibile di farvi partecipi e lasciare la cimosa parlante a vista, rendendovi consapevoli di quello che indossate.

Se è vero che i tessuti parlano, è anche vero che lo fanno in molti modi, e anche una semplice grafica ci permette di comunicare al mondo qualcosa di noi e delle nostre idee, per questo insieme a Nicola Parrella Illustratore stiamo cercando di portare i nostri valori nelle mie stoffe, realizzando dei disegni digitali che ci permettono di far stampare su tessuto a metraggio le storie che ci appassionano e che troviamo motivanti.

E’ così che l’anno scorso abbiamo creato la nostra collezione dedicata ad Alfonsina Strada, la prima donna che nel 1924 partecipò al Giro d’Italia gareggiando con gli uomini, oppure il nostro tessuto Rainbow che ci ha permesso di creare camicette per celebrare il Pride col giusto mood.

I disegni che creiamo diventano anche toppe che permettono di personalizzare i vostri abiti preferiti, ma questa è un altra storia, o in questo caso, un altro post 😉

 

   

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